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Archivio storico

La Comunità di Guardistallo

La comunità di Guardistallo (dal latino Stallum Gualdi, dal longobardo Wardestallum) sorge attorno alle rovine del castello di antica proprietà dei Conti della Gherardesca. Nel 1835 lo storico Repetti così descriveva Guardistallo: «castello con sottostante borgo, capoluogo di Comunità, residenza di un podestà, di un cancelliere comunitativo e di un ingegnere di circondario, con pieve prepositura (intestata ai S.S. Lorenzo e Agata), nella diocesi di Volterra, nel Compartimento di Pisa. Guardistallo è posto sulle colline selvose a settentrione del poggio detto Al pruno fra il fiume Cecina, il torrente Sterza e il litorale di Bibbona». Nel 1835, quando il numero della popolazione era stimabile in circa 1200 unità, Guardistallo aveva a disposizione un medico chirurgo condotto ed un maestro. Repetti allegava anche, al suo resoconto, una tabella (che qui viene riprodotta) che dimostrava come, nell'arco di circa trecento anni la popolazione di Guardistallo si era più che triplicata, dato che attesta le favorevoli condizioni di vita nel territorio del Comune.

N. famiglie anno ragazzi adulti ecclesiastici:

  Ragazzi Adulti Ecclesiastici N. Famiglie Tot. Popolazione
Anno 1551       90 428
Anno 1745 143 108 4 76 415
Anno 1833 433 236 6 223 1140
Anno 1845         1389

L'inizio della storia documentata del Comune di Guardistallo si può confermare al 2 giugno 1155 quando Gherardo e Ranieri, figli del fu conte Gherardo della Gherardesca, offrirono al vescovo di Galgano, della Chiesa Volterrana, la loro parte dei beni situati nel castello di Guardistallo. Da quel momento la borgata di Guardistallo seguì le medesime sorti dei limitrofi territori di Bibbona, Casale e Montescudaio: essi furono sottoposti all'alto patronato della Repubblica Pisana ma di fatto signoreggiati dai Conti della Gherardesca.

tavole-ragguaglio

Quando, nel 1406, Pisa cadde sotto il dominio fiorentino, i sindaci di Guardistallo furono tra i primi, nella Maremma Pisana, a giurare fedeltà a Firenze. Dopo quattro anni, e precisamente il 13 gennaio 1410, venne delimitato il territorio della Comunità: essa confinava con i comuni di Gello, Casaglia e Querceto (contado di Volterra) e con quelli di Casale e Montescudaio (contado di Pisa). Da quella data Guardistallo fu sempre fedele ai fiorentini.

Immediatamente dopo la conquista fiorentina Guardistallo venne posta sotto la giurisdizione del Capitano di Campiglia.

Fu sede di una Podesteria civile che comprese anche le Comunità di Bibbona, Casale e Montescudaio; per la polizia e per il criminale dipendeva invece dal Vicario di Rosignano.

Nel XVI secolo a Campiglia venne nominato un cancelliere «fermo» che ivi era residente e che comprendeva nella propria circoscrizione amministrativa anche Guardistallo.

Nel 1648 il territorio di Guardistallo, insieme a quello di Casale, appare tra le terre concesse, con titolo marchionale, al nobile fiorentino Ferdinando Ridolfi per la ricostituzione dell'antico feudo di Montescudaio. Questo feudo era stato precedentemente confiscato dalla repubblica fiorentina a Fazio della Gherardesca perché ritenuto troppo amico degli Aragonesi, sovrani di Napoli, allora ostili a Firenze. Le notizie del feudo si ritrovano nel 1739 quando il nobile senatore fiorentino Carlo Ginori ottiene di aggregare al proprio feudo di Riparbella non solo la fattoria granducale di Cecina ma anche alcuni castelli limitrofi tra cui, appunto, quello di Guardistallo e quelli di Casale e di Cecina. Nel 1755 però Ginori dovette rinunciare alle sue proprietà a favore dell'imperatore granduca Francesco Stefano di Lorena e così il feudo venne soppresso.

Gli anni '70 del XVIII secolo furono periodo di riforme nelle strutture giudiziarie per tutto il Granducato: Guardistallo, insieme a Bibbona, Casale e Cecina, venne distaccato dalla giurisdizione civile del tribunale di Rosignano, di cui faceva parte dal tempo della conquista fiorentina, e divenne sede di una Podesteria con competenza, appunto, anche su Bibbona, Casale e Cecina.

Verso la fine del XVIII secolo Guardistallo diventò sede di una Cancelleria Comunitativa, con giurisdizione sulle comunità di Bibbona, Casale, Montescudaio e Gherardesca - Bolgheri (oggi Castagneto Carducci).

Le cancellerie erano state istituite dal granduca Cosimo I dei Medici nella seconda metà del secolo XVI. Il cancelliere, la cui circoscrizione abbracciava più comuni limitrofi, era un funzionario granducale che aveva il compito di vigilare sulla vita delle comunità del contado e del distretto fiorentino, in particolare sulla distribuzione e riscossione delle imposizioni fiscali, sul rispetto degli statuti e delle leggi e sulla corretta conservazione degli atti pubblici ed in generale degli archivi dei vari uffici.

 Durante il periodo dell'occupazione francese (1808 - 1814) Guardistallo fece parte del Dipartimento del Mediterraneo, Sottoprefettura di Volterra e fu sede di una Mairie . La Mairie è una municipalità istituita durante la Rivoluzione Francese, formata dal sindaco o maire, da uno o più "aggiunti" e dal consiglio municipale, composto da un numero di membri variabile a seconda dell'entità della popolazione. Sindaco, "aggiunti" e consiglio municipale erano di nomina imperiale nelle città con popolazione non inferiore a 5000 abitanti, altrimenti erano eletti dai prefetti dei vari Dipartimenti. Agli "aggiunti" era demandato il compito di sostituire il maire in caso di assenza o di impedimento di quest'ultimo.

Per quanto riguarda l'amministrazione giudiziaria fino al 1811 Guardistallo dipese dalla Giudicatura di Pace di Campiglia, dal 1811 fu invece fatta sede di una propria Giudicatura di Pace insieme ai comuni di Casale, Bibbona e Montescudaio. Nel 1814, in seguito alla restaurazione delle strutture amministrative e giudiziarie anteriori alla dominazione francese, Guardistallo tornò a far parte della ripristinata cancelleria di Campiglia. A Campiglia venne ripristinato anche il vicariato regio e al suo interno Guardistallo venne stabilita come sede di Podesteria (con giurisdizione civile analoga a quella che aveva prima del 1808). La Podesteria è una circoscrizione sia giurisdizionale che amministrativa comprendente un insieme di comuni e popoli retta dal podestà, giudice civile, talora con limitate competenze penali, e nello stesso tempo rappresentante in loco del governo centrale.

Quando, nel 1825, Campiglia diventò sede di un circondario di acque e strade sotto la direzione dell'ingegnere residente, Guardistallo venne posto sotto la sua competenza. Nel 1826 la comunità di Guardistallo venne distaccata dalla cancelleria di Campiglia ed assegnata alla neo - istituita cancelleria di Rosignano. Dopo pochi anni, nel 1833, la Podesteria di Rosignano venne soppressa e al suo posto istituito un vicariato alle dipendenze del compartimento di Livorno. Questo vicariato ebbe giurisdizione politica e criminale anche sulla podesteria di Guardistallo e sulle comunità sottoposte a quest'ultima.

Nel 1838 la podesteria di Guardistallo, insieme a quella di Castagneto, venne soppressa ed entrambi i territori furono sottoposti alla giurisdizione civile del podestà di Bibbona e messi alle dipendenze della giurisdizione criminale del vicario di Rosignano. Contemporaneamente Guardistallo divenne sede di una cancelleria di terza classe comprendente al suo interno anche Bibbona, Casale, Castagneto e Montescudaio. Nel 1848 Guardistallo tornò ad essere sede di pretura civile alle dipendenze della pretura civile e criminale di Castagneto, nel circondario di Volterra.

Con la costituzione delle circoscrizioni provinciali Guardistallo venne assegnato alla provincia di Pisa.

Introduzione all'archivio comunale

terremoto

Per poter adeguatamente leggere questo lavoro è bene sottolineare che spesso, all'interno di un Archivio Comunale, accade che, spontaneamente e negli anni, si creino veri e propri insiemi archivistici differenti, essendo appunto un archivio niente altro che la raccolta dei documenti prodotti da un ufficio nello svolgimento delle proprie funzioni. Senza entrare nel dettaglio della storia locale del territorio, per cui si rimanda a studi specifici , è necessario sapere che, relativamente alla Comunità guardistallina, hanno agito, nei secoli, ben nove uffici diversi che quindi hanno prodotto nove gruppi documentari diversi.

Le 208 unità archivistiche conservate, che coprono un arco cronologico di oltre duecento anni (dal 1640 al 1865), sono state perciò suddivise in tanti gruppi quanti sono gli uffici che hanno prodotto i documenti:

  • Archivio della Comunità e della Mairie di Guardistallo - 56 unità -
  • Archivio della Podesteria di Guardistallo - 53 unità -
  • Archivio della Cancelleria di Guardistallo - 35 unità -
  • Archivio del Vicariato e della Podesteria di Castagneto - 42 unità -
  • Archivio della Podesteria di Bibbona - 4 unità -
  • Archivio del Vicariato di Montescudaio - 6 unità -
  • Archivio della Cancelleria di Campiglia - 5 unità -
  • Archivio della Cancelleria di Rosignano - 5 unità -
  • Archivio della Giudicatura di pace di Campiglia e Guardistallo - 2 unità -

L'ARCHIVIO: Archivio della Comunità e della Mairie di Guardistallo

Questo è l'insieme archivistico più cospicuo di tutto l'archivio. Esso è compreso nell'arco cronologico 1702 - 1866 ed è composto da 56 unità suddivise nelle seguenti serie:

  1. Deliberazioni
  2. Affari diversi
  3. Livelli e Campioni
  4. Tassazioni
  5. Copialettere
  6. Arruolamento militare
  7. Guardia Nazionale

I documenti, come già detto precedentemente, vengono suddivisi seguendo le regole della storia delle istituzioni e quindi in base al soggetto produttore. Per quanto riguarda queste unità archivistiche però, convinta della indiscussa continuità di funzioni esistente tra la Comunità e la Mairie, ho reputata migliore soluzione mantenere unite le serie senza attuare la consueta divisione in archivio della Comunità e archivio della Mairie. Inoltre, il numero dei registri e delle filze appartenenti alle stesse serie anche se relative a periodi istituzionali diversi è veramente molto esiguo.

 

Deliberazioni

La serie delle Deliberazioni è costituita da ventuno registri cartacei legati in cartone con costola in pergamena e copre un arco cronologico che va dal 19 gennaio 1719 al 17 dicembre 1860. Le deliberazioni relative al periodo francese e quindi sottoscritte dal Maire sono contenute in un unico registro e non differiscono praticamente in niente dalle precedenti e dalle successive. I registri delle Deliberazioni o Partiti di un Comune sono i documenti di maggior interesse storico in quanto forniscono una sorta di rappresentazione della vita quotidiana della Comunità. Essi palesano, infatti, non semplicemente le regole ma anche i nomi delle persone che in maniera sempre abbastanza costante hanno un ruolo attivo nella vita politica; a Guardistallo, per esempio, spiccano costantemente i nomi dei signori Marchionneschi, famiglia importante e sempre presente nel governo della Comunità. Dalle Deliberazioni si evincono i problemi che più frequentemente il Consiglio si trova a dover risolvere: le problematiche sociali, quelle economiche e quelle di territorio.

 

Le deliberazioni erano prese da un consiglio comunale composto in numero variabile (da sei a dieci) di priori e consiglieri. Ogni delibera era preceduta dall'elenco dei presenti, dal verbale del consiglio e dalla trascrizione della decisione finale. Questi registri sono spesso rubricati cioè hanno in margine l'indicazione sintetica del contenuto di ogni singola deliberazione.

Affari diversi

Questa serie di documenti è stata così definita per mantenere l'intitolazione originale della maggior parte delle unità. Si tratta di 11 filze15 cartacee legate in cartone spesso con costola in pergamena e lacci di chiusura in cuoio. L'arco cronologico di riferimento è compreso tra l'anno 1776 e l'anno 1850. I documenti relativi alla breve interruzione francese trovano spazio in due sole filze. Le notizie ricavabili da queste undici unità sono molto varie perché in esse si trova raccolto principalmente il carteggio, cioè la corrispondenza inviata dal Gonfaloniere e dal Maire a diversi uffici e viceversa, ma anche le circolari che dovevano essere diffuse sul territorio, i decreti emanati e pubblicati e gli atti burocratici. In alcuni casi si trovano anche dati statistici e rendiconti annuali, oltre ai Regolamenti generali.

Livelli e Campioni

La serie definita Livelli e Campioni riunisce undici pezzi, tra registri e buste, che riportano le caratteristiche delle terre date in livello (il livello è paragonabile ad una terra data in affitto perpetuo), le portate degli stessi ed i campioni dei beni. Si tratta di documenti che identificano materialmente, quindi con piante, le terre allocate, il loro valore e, in alcuni casi, l'elenco dei nomi dei livellari. L'arco di tempo coperto non sarebbe neanche troppo limitato, dal 1786 al 1848, se non ci fossero alcune lacune che non rendono completamente certo il fatto che niente sia andato perso. Si noti inoltre la presenza del più antico registro di questa serie, relativo all'anno 1786, che conserva tutte le piante completamente restaurate dei beni di proprietà della Comunità in quell'anno concessi a livello.

Tassazioni

Questa serie è formata da quattro registri, due filze ed una busta e comprende documenti dall'anno 1702 all'anno 1830. Queste unità raccolgono la parte relativa alla contabilità del Comune relativamente alle tasse pagate dagli abitanti. I registri definiti Dazzaioli raccolgono le annotazioni che i responsabili delle finanze del Comune, cioè i camarlinghi, segnavano al momento della riscossione delle tasse. Sulle unità chiamate Saldi, invece, venivano trascritte attentamente tutte le uscite e tutte le entrate del Comune. Al termine di un semestre o di un anno veniva fatto il saldo generale grazie al quale i funzionari del Comune valutavano le successive spese che la cassa comune avrebbe dovuto affrontare e l'eventuale aumento delle tasse da imporre agli abitanti. Generalmente le tasse più comuni sono quelle relative alle terre possedute, alla carne e al macinato.

Copialettere

Si tratta di due soli registri che coprono senza lacune il periodo 17 marzo 1858 - 28 giugno 1866. Su questi registri, inseriti nel sistema comunale dai funzionari francesi, si copiavano tutte le lettere ricevute e spedite dalla Comunità. Con il passare del tempo le lettere non vennero più trascritte integralmente ma ne furono riportati solamente gli estremi e il contenuto in forma breve.

Arruolamento militare

Anche questa serie è composta da due soli registri contenenti uno le deliberazioni della Deputazione sull'arruolamento militare e l'altro le liste degli arruolati ed alcune lettere ad essi relative. L'arco cronologico coperto va dal 1829 al 1852.

Guardia Nazionale

Questo unico registro è relativo agli anni 1860 - 1866 e conserva le Deliberazioni del Consiglio di Ricognizione per la Guardia Nazionale di Guardistallo.

Archivio della Podesteria di Guardistallo:

Questo insieme archivistico è composto da 53 unità relative agli anni 1772 - 1854. Si tratta prevalentemente di filze di documenti legati insieme in un secondo momento rispetto alla loro produzione e contenenti spesso, insieme agli atti dei diversi Podestà, anche numerose lettere di diverso tipo ed argomento inviate al Podestà stesso. Considerato questo fatto e considerato anche il non eccessivamente elevato numero dei pezzi, si è preferito sistemare le unità seguendo solamente il loro ordine cronologico senza attuare alcuna distinzione tra le filze contenenti atti civili di tipo diverso, le filze contenenti atti di danno dato, solamente privati o solamente pubblici e le filze contenenti lettere, notificazioni, circolari e regolamenti. Le singole schede, però, per una migliore interpretazione del materiale, illustrano già dal titolo il prevalente contenuto di ogni unità. Si ricorda anche la presenza di due registri composti esclusivamente di «Autorizzazioni delle donne».

Al termine della serie sono stati sistemati gli unici quattro registri, peraltro legati insieme e quindi formanti un'unica unità archivistica, contenenti le notificazioni dei cursori. I cursori (una sorta di antichi messi comunali) erano coloro che portavano materialmente le notificazioni del Podestà e che quindi tenevano dei registri sui quali annotavano i nominativi di coloro che erano stati convocati e che avevano ricevuto la comunicazione. Archivio della Cancelleria di Guardistallo

livelli

Nell'introdurre questa serie è doverosa una breve premessa: è scontata la netta differenziazione che ci deve essere tra l'archivio del Comune e quello della Cancelleria ma è anche vero che spesso ci si trova di fronte a situazione ambigue derivate dalla congenita ambiguità riscontrabile nella figura del Cancelliere. Egli era, infatti, una figura poco chiara: dipendeva integralmente dall'istituzione comunale in quanto aveva la precipua funzione di notaio del comune (per esempio era lui che rilasciava le copie di atti pubblici) ma al contempo era nominato e quindi di fatto dipendente dal centro (per il quale controllava, per esempio, le entrate e le uscite del Comune). Il cancelliere aveva inoltre anche il compito di archivista delle carte del Comune17. Questa è la ragione per cui la documentazione raccolta in questa serie18 può apparire, ad un primo sguardo, eccessivamente eterogenea.

La serie è composta da 34 unità che coprono un arco temporale che va dall'anno 1818 all'anno 1859. Si tratta prevalentemente di filze cartacee legate in cartone con costola in pergamena. Esse raccolgono non solo gli atti del cancelliere ma anche le lettere e le circolari distribuite nelle varie comunità di Bibbona, Casale, Gherardesca, Guardistallo e Montescudaio precedentemente all'anno 183819 . In questa serie sono inoltre conservate le note delle spese, le relazioni dei lavori pubblici effettuati, i registri dei mandati, i repertori delle assegnazioni ed un campione di accolli di strade. Fanno parte della documentazione prodotta dalla Cancelleria di Guardistallo anche sette filze contenenti le deliberazioni della Deputazione sull'arruolamento militare, le liste degli arruolati ed altro materiale connesso come, per esempio, le lettere di reclutamento ed i certificati di pagamento.

In coda sono stati inseriti gli inventari di mobili e documenti del XIX sottoscritti dal cancelliere o da chi ne faceva le veci. 
Si noti la presenza della filza n. 20 contenente le carte relative al terremoto del 1846.

Archivio del Vicariato e della Podesteria di Castagneto:

In questa parte di archivio si trovano quei documenti che, pur riguardando Guardistallo, furono prodotti dal Vicariato o dalla Podesteria di Castagneto perché a queste istituzioni la Comunità fece riferimento per un lungo periodo della sua storia. La Comunità di Guardistallo infatti non fu mai sede di Vicariato e fu sede di Podesteria solo a partire dagli anni '70 del XVIII secolo; questo fatto comportò sicuramente un disorientamento nell'organizzazione comunale e fece sì che quei documenti che sono ancora conservati nell'Archivio Comunale si disponessero in modo cronologico ma senza alcuna differenziazione tra l'archivio del Podestà e quello del Vicario. É bene specificare, inoltre, che, sebbene fosse il Podestà colui che aveva ufficialmente la funzione di deliberare sugli atti civili ed il Vicario colui che invece aveva la funzione di deliberare sugli atti criminali, spesso invece, per le piccole comunità o in casi particolari, si preferiva o veniva comunque spontanea una soluzione promiscua: il Podestà si trovava indipendentemente a deliberare anche sui casi criminali di piccola entità e viceversa.

> Si è preferito dunque, in sede di riordinamento, mantenere la sedimentazione storica dei documenti senza attuare a posteriori una divisione del materiale che nella storia non fu attuata. I registri sono stati sistemati in base ai responsabili della loro creazione e cioè il Commissario (denominazione usata solamente in alcuni casi ma comunque non oltre l'anno 1781), il Vicario e il Podestà. Comunque, per una maggior chiarezza di lettura ed una semplificazione interpretativa, le singole schede, già nell'intitolazione, palesano il soggetto produttore dell'unità in questione. Al termine delle schede relative alla Podesteria sono stati inseriti i due registri «Giornale dei cursori» prodotti dal Podestà di Castagneto dal 1815 al 183020 . L'archivio è composto da 42 pezzi contenenti in maggioranza atti civili; le filze a volte contengono anche lettere e circolari. Si noti la presenza dei più antichi documenti dell'intero Archivio Comunale21. 
L'arco temporale coperto va dall'anno 1640 all'anno 1834.

Archivio della Podesteria di Bibbona:

Questo archivio contiene quattro filze di atti civili sottoscritti dall'ufficiale della podesteria di Bibbona, dall'anno 1738 all'anno 1772.

 

Gli atti sono divisi in pubblici, privati e di danno dato e in certi casi sono discussi davanti al vicario di Montescudaio. Sono presenti due lacune cronologiche, mancano infatti gli atti dal 1740 al 1753 e dal 1755 al 1770.

Tutte le filze sono cartacee legate in pergamena con due lacci di chiusura e sono dotate di repertorio iniziale.

Archivio del Vicariato di Montescudaio:

Il Vicariato di Montescudaio era inizialmente feudale in quanto la terra era feudo della famiglia Ridolfi; dal 1814 diventò però Vicariato Regio con giurisdizione criminale anche sui cantoni di Campiglia e Guardistallo ed è questo il motivo per cui alcuni documenti sono ancora conservati nell'Archivio Comunale di Guardistallo. Questa serie raccoglie sei filze cartacee legate in pergamena con lacci di chiusura di contenuto omogeneo. Esse conservano infatti gli atti discussi davanti al Vicario di Montescudaio dall'anno 1755 all'anno 1790. C'è purtroppo una lacuna cronologica di venti anni, dal 1760 al 1780.

Dalla conformazione delle filze si può ipotizzare che i singoli atti fossero stati archiviati in un primo tempo raccogliendoli in inserti legati fra loro e dotati di repertori particolari per ciascun tipo di atto o generali per tutta la filza e poi, solo in un secondo momento, rilegati insieme. Le filze infatti presentano una divisione tra atti privati, atti pubblici e atti di danno dato. Una sola filza non è dotata né di repertorio generale né di repertorio particolare.

Archivio della Cancelleria di Campiglia:

Questa serie contiene cinque unità archivistiche (due registri cartacei legati in cartone con costola in pergamena e tre filze legate in pergamena con lacci di chiusura) prodotti dalla Cancelleria di Campiglia dall'anno 1782 all'anno 1819. comunità di Guardistallo fa parte della Cancelleria di Campiglia, con proprio regolamento, dall'anno 1776; ne ritorna a far parte dopo la pausa francese, nel 1814, quando la cancelleria viene ricostituita e vi resta fino all'anno 1825 (nel 1826 Guardistallo verrà assegnata infatti alla cancelleria di Rosignano, di nuova istituzione). Campiglia hanno prodotto in quanto notai e attuari del Comune ma anche gli atti collegati alla loro attività di conservatori e custodi della memoria della comunità, cioè quei documenti nati per il fatto che i cancellieri erano, in primis, funzionari periferici dello Stato addetti al controllo del funzionamento delle amministrazioni locali22. La Comunità di Campiglia è dotata di un «cancelliere fermo» fin dal XVI secolo; la In questa serie sono conservati non solo i documenti che i cancellieri di I due registri, per i quali è stata mantenuta l'intitolazione originaria di «Giornali delle Castella» raccolgono gli atti e le deliberazioni pertinenti i castelli posti sotto la competenza del cancelliere di Campiglia e cioè le sei comunità di Bibbona, Casale, Gherardesca, Guardistallo, Montescudaio e Sassetta.

Le tre filze raccolgono gli atti sottoscritti dai cancellieri relativamente alla sola comunità di Guardistallo negli anni 1779 - 1800 e 1814 - 1819.

Da rilevare il fatto che l'ultima filza è relativa soltanto alle due Comunità di Casale e Bibbona e quindi è erroneamente conservata in questo archivio.

Archivio della Cancelleria di Rosignano:

Con la legge del 26 novembre 1826 venne istituita, a Rosignano, una Cancelleria di terza classe; essa era competente anche per le comunità di Bibbona, Casale, Castellina, Guardistallo, Montescudaio, Orciano e Riparbella.

Questa serie è composta da cinque unità archivistiche (due filze cartacee legate in pergamena con lacci di chiusura, due registri cartacei legati in cartone con costola in pergamena, una busta in cartone con costola in pergamena) che coprono gli anni dal 1826 al 1842. Esse sono così suddivisibili: due filze raccolgono gli atti civili e le lettere di pertinenza del cancelliere di Rosignano relativamente alle comunità di Bibbona, Casale, Gherardesca, Guardistallo e Montescudaio negli anni 1826 - 1836 senza lacune cronologiche; le altre tre unità sono relative invece alla contabilità tenuta dal cancelliere sempre relativamente alle citate comunità; si tratta di ordini di pagamento, repertori delle assegnazioni ed osservazioni sui rendiconti delle singole comunità23. 23 Il cancelliere di Rosignano appone le osservazioni ai rendiconti fino all'anno 1836, in seguito esso viene sostituito dalla Camera Comunitativa del Compartimento di Pisa.

Archivio della Giudicatura di pace di Campiglia e Guardistallo:

La Giudicatura di pace è una magistratura, sorta nel periodo francese (1808 - 1814), competente sulle circoscrizioni cantonali. Il giudice di pace amministrava la giustizia civile e la conciliazione tra le parti oltre che quella penale minore24. Nel 1808 venne istituita la Giudicatura di pace competente per i cantoni di Campiglia e Guardistallo. In questo archivio si conservano solo due filze di questa magistratura e relative, ovviamente, soltanto al cantone di Guardistallo. Si tratta di una filza di lettere inviate al giudice di pace e di una filza di atti. L'arco cronologico coperto è dal 1811 al 1815.

 

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